(P.S. suonare ad una rappresentazione politica non significa condividerne i valori.) (P.S. 2 io sono il bassista) (P.S. 3 Play Station 3 ... era una battuta)
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Nel cimitero Pere-Lachaise di Parigi una pietra tombale recita : "James Douglas Morrison, 1943-1971", seguono quattro parole in lingua greca antica, "kata ton daimona eaytoy, secondo il suo proprio destino. Jim Morrison qui giace dal mattino del 7 luglio del Settantuno" ... il 1971 , anno orribile per la musica , Jimi Hendrix e Janis Joplin , altre vite bruciate troppo in fretta.
Ray Manzarek , fu lui, il tastierista, a ispirare, secondo leggenda sulla spiaggia californiana di Venice, la nascita dei Doors di cui Morrison, insieme con il chitarrista Robby Krieger e al batterista John Densmore, diventò la Musa, la Luce, il Genio, il Male. Trentasette anni dopo Manzarek riaccende il microfono: «Nel Settanta Jim mi mostrò la brochure delle Seychelles e mi disse: non sarebbe un luogo perfetto per fuggire mentre tutti pensano che tu sia morto? Ho ancora in mente la telefonata di Bill Siddons il nostro manager che annunciava la morte di Jim, pensai si trattasse della solita chiacchiera da Rock ‘n roll. Bill partì per Parigi, nessuno vide mai il corpo di Jim».
«Darei la vita per non morire» disse tra le mille parole dei suoi concerti. L’Oceano Indiano, la terra d’incanto delle Seychelles potevano essere l’approdo ideale per il naufrago di Melbourne traslocato a Parigi.
The End, cantava Morrison, ispirato da Blake, Rimbaud, Sofocle, Nietzsche, prima di immergersi nell’acqua della vasca da bagno di rue Beautrellis. La fine, dunque, nonostante i sogni di Ray Manzarek, i desideri dei fans, la voglia di recuperare gli anni smarriti. The End, secondo il suo demone, secondo il suo destino.

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